Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/119

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RIME

     Mercè, Amor, fai; che confortar mi vuoi.
Tu vita e morte, tu pena e tu gioia
Mi dài; e, come signor, far lo puoi.
     Ma, ora che ’l partir m’è mortal noia,
Per dio, che non mi facci come suoi:
Fammi presente, se non vuoi ch’io moia.




LXXXVIII


     La bella stella che ’l tempo misura
Sembra la donna che m’ha innamorato,
Posta nel ciel d’Amore:
E come quella fa di sua figura
A giorno a giorno il mondo illuminato,5
Così fa questa il core
Alli gentili et a quei c’han valore,
Col lume che nel viso gli dimora:
E ciaschedun l’onora;
Però che vede in lei perfetta luce,10
Per la qual nella mente si conduce
Piena vertute a chi se n’innamora:
E questa è che colora
Quel ciel d’un lume ch’agli buoni è duce,
Con lo splendor che sua bellezza adduce.15
     Da bella donna più ch’io non diviso
Son io partito innamorato tanto
Quanto convien a lei,
E porto pinto nella mente il viso;
Onde procede il doloroso pianto20
Che fanno gli occhi miei.
— O bella donna, luce ch’io vedrei,
S’io fossi là d’ond’io mi son partito
Afflitto sbigottito —
Dice tra sè piangendo il cor dolente:25
Più bella assai la porto nella mente
Che non sarà nel mio parlar udito,
Per ch’io non son fornito


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