Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/317

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

RIME

     Incerti quivi della regïone
Trovan Manfredi et altri che morirò
15Per colpa fuor di nostra comunione
     Col perder tempo ad equar lo martire
Alla lor colpa. E quindi ragionando
18Del solar corso, gli solve il desiro
     L’alto poeta sedendosi, quando
Vider Belacqua in negligenza starsi.
21E già levati verso l’alto andando,
     Buonconte et altri molti in contro farsi
Vider, li quali in fino all’ultim’ora,
24Uccisi, a Dio penaro a ritornarsi.
     Quivi Sordel trovâr sol far dimora:
Il qual poi l’aütor molto ha parlato
27Contro ad Italia, il gran Virgilio onora.
     Poi mena loro in un vallone ornato
D’erbe e di fior, nel qual cantando addita
30A Virgilio Sordello stando allato
     Spiriti d’alta fama in questa vita:
Tra’ quai discesi, il Gallo di Gallura
33Riceve l’aütor. Quindi, finita
     Del dì la luce, vede dell’altura
Due angeli con due spade affocate
36Discendere ad aver di costor cura.
     Poscia dormendo, con penne dorate
Gli par che in alto un aquila ne ’l porti
39D’in fino al foco. Quindi, alte levate
     Le luci spaventato, da’ conforti
Fatto sicur di Virgilio, Lucia
42Gli mostra quivi loro avere scorti.
     Del Purgatorio gli addita la via:
Dove venuti, qual fosse disegna
45La porta e’ gradi ond’a quel si salìa.
     Chi fosse il portinai’, che veste tegna,
E quai fosser le chiavi; e che scrivesse
48Nella sua fronte, e che far si convegna
     A chi passa là dentro, poi n’espresse.
E quindi come in la prima cornice
51Dichiara con fatica si giugnesse;


— 311 —