Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/337

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BUONACCORSO DA MONTEMAGNO



I


     Erano i mie’ pensier ristretti al core
Davanti a quel che nostre colpe vede,
Per chieder con desìo dolce mercede
4D’ogni antico mortal commesso errore:
     Quando colei che ’n compagnìa d’Amore
Sola scolpita in mezzo al cor mi siede
Apparve agli occhi miei, che, per lor fede,
8Degna mi parve di celeste onore.
     Quivi mi stringea ’l cor un umil pianto,
Qui la salute de’ beati regni;
11Quivi lucìa mia mattutina stella.
     A lei mi volsi; e se ’l maestro santo
Sì lucente la fe, or non si sdegni
14Ch’i’ rimirassi allor cosa sì bella.


(Questo e i seguenti che non hanno particolar nota furono estratti dalle edizioni di Niccolò Pilli, Roma, Biado; di G. Casotti, Firenze, 1718; di Vincenzio Benini, Cologna, 1762.)




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