Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/379

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RIME

XVI


     Perduto aveva ogni arbuscel la fronda,
Quando tra verdi lauri, Amor, guardando
3Risplender vidi una testa bïonda.
     Fra l’un cespuglio e l’altro penetrando
Scôrsi la donna alquanto fuor d’un ramo,
6Per cui morì sempre mia vita amando.
     Dolce fu il giorno e vago fu il verde,
Ma più il viso che stagion non perde.




XVII


     La neve e ’l ghiaccio e’ venti d’orïente
La fredda brina e l’alta tramontana
3Cacciata hanno da’ boschi suo’ Diana.
     Perch’ella vide secche l’erbe e’ fiori,
Volar le fronde e spogliar la foresta.
6Coverto s’ha col vel la bionda testa;
     Et è venuta al loco ov’ella nacque,
Dove più ch’altra donna sempre piacque.




XVIII


     Amor, nel loco della bella donna,
Come fortuna vuol, le pecorelle
3Stanno con lor pastori e pasturelle:
     E’ buoi che tornan da’ solcati colli
Risuonano i lor mugghi ov’ella tanto
6Spirò già con vaghezza il dolce canto.
     Distrutto sia ciascun che segue Marte,
Perchè distrugge il ben in ogni parte.




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Rime di Cino da Pistoia e d’altri del sec. XIV.

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