Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/403

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RIME

Verso costui, ed or rimasa è sola?
Chi sonerà parola
In letture propinque,
Là dove libri cinque
100Di questo diretan composti stimo?
De’ Viri illustri il primo,
Conta il secondo delle Donne chiare,
Terzo si fa nomare
Buccolica, il quarto Monti e Fiumi,
105Il quinto degli Iddii e lor costumi.
     Tutte le profezie che disson sempre
Tra il sessanta e l’ottanta esser il mondo
Pieno di svarii e fortunosi giorni,
Vidon che si dovean perder le tempre
110Di ciascun valoroso e gire al fondo.
E questo è quel che par che non soggiorni.
Sonati sono i corni
D’ogni parte a ricolta;
La stagione è rivolta:
115Se tornerà non so, ma credo tardi.
E, s’egli è alcun che guardi,
Gli studi in forni vede già conversi,
E gli dipinti spersi
Che eran sovra le porte in quella seggia
120Là dove Ceres ora signoreggia.
     Orfana trista sconsolata e cieca,
Senza conforto e fuor d’ogni speranza,
Se alcun giorno t’avanza,
Come tu puoi ne va’ peregrinando,
125E di’ al cielo — Io mi ti raccomando. —


(Dalle Illustrazioni del Decamerone del Manni.)




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