Pagina:Le Vicinie di Bergamo.djvu/191

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Brembo (Treviolo) in disposizioni di quell’anno1: irrigazione che non potevasi effettuare che mediante le acque della roggia Serio, che vi mettono capo colla così detta Coda di Serio; anzi ivi è detto esplicitamente, che quanto riguarda questo canale e i relativi contratti d’irrigazione doveansi ascrivere al tempo in cui podestava Lanfranco Multidenari di Cremona, cioè nel 1221. A questo si aggiunga, che l’obbligo di non portar armi vietate nella Città e nei Borghi, contenuto nel nostro Giuramento, trova già una disposizione positiva nello Statuto più vecchio, la quale devesi tenere per assai antica, se non porta alcuna data, e se inoltre parla ancora de’ Consoli Maggiori, de’ quali nelle nostre tavole cronologiche dovremmo trovare l’ultima menzione nel 12142. Arroge, che dove i nostri Vicini giuravano: Ego non ero in consilio vel facto uti civitas Pergami, vel burgi, vel Capella, vel alie fortie cet., troviamo un brano riprodotto quasi alla lettera nel frammento a noi pervenuto del giuramento del Podestà, nel quale si legge: Ego salvabo et guardabo civitatem Pergami et

  1. Stat. 1248, 15 § 5 col. 2037. Nel Catalogo delle Carte Suardi di Cicola si trova registrato un Atto del 1233 con cui il Podestà Federico Pascepoveri vende ad Alberto e Rogerio Suardi e ad altri in Treviolo una pezza di terra detta Prato del Brembo di pertiche 646 tav. 3 p. 3 e del diritto alle acque del Fossato del Comune di Bergamo. Su queste vendite v. Stat. cit. 10 § 25 col. 1965 seg.
  2. Stat. 1248, 9 § 1 col. 1932: per parabolam Consulis vel Rectoris. L’Angelini (Catalogo p. 15) prolunga a quest’anno la signoria Raimondo de’ Capitani di Scalve; ma è un errore che rettificherò in altro luogo. Il Ronchetti nel suo Catalogo (VI p. XIII) è esatto: solo mancò di aggiungere a Console il titolo di maggiore, che è dato dall’unico documento che possediamo. Ai Consoli del 1237 non si può pensare per molte ragioni.