Pagina:Le avventure di Pinocchio.djvu/262

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

― 258 ―


allontanandosi dalla spiaggia, gridava al povero compratore:

— Addio, padrone; se avete bisogno di una pelle per fare un tamburo, ricordatevi di me. —

E poi rideva e seguitava a nuotare: e dopo un poco, rivoltandosi indietro, urlava più forte:

— Addio, padrone;… se avete bisogno di un po’ di legno stagionato per accendere il caminetto, ricordatevi di me. —

Fatto sta che in un batter d’occhio si era tanto allontanato, che non si vedeva quasi più; ossia si vedeva solamente sulla superficie del mare un puntolino nero, che di tanto in tanto rizzava le gambe fuori dell’acqua e faceva capriole e salti, come un delfino in vena di buonumore.

Intanto che Pinocchio nuotava alla ventura, vide in mezzo al mare uno scoglio che pareva di marmo bianco, e su in cima allo scoglio, una bella caprettina che belava amorosamente e gli faceva segno di avvicinarsi.

La cosa più singolare era questa: che la lana della caprettina, invece di esser bianca, o nera, o pallata di più colori, come quella delle altre capre, era invece turchina, ma d’un turchino così sfolgorante, che rammentava moltissimo i capelli della bella Bambina.

Lascio pensare a voi se il cuore del povero Pi-