Pagina:Le avventure di Pinocchio.djvu/297

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Quella sera Pinocchio, invece di vegliare fino alle dieci, vegliò fino alla mezzanotte sonata! e invece di far otto canestri di giunco ne fece sedici.

Poi andò a letto e si addormentò. E nel dormire, gli pareva di vedere in sogno la Fata, tutta bella e sorridente, la quale, dopo avergli dato un bacio, gli disse così:

— Bravo Pinocchio! In grazia del tuo buon cuore, io ti perdono tutte le monellerie che hai fatto fino a oggi. I ragazzi che assistono amorosamente i propri genitori nelle loro miserie e nelle loro infermità, meritano sempre gran lode e grande affetto, anche se non possono esser citati come modelli d’ubbidienza e di buona condotta. Metti giudizio per l’avvenire, e sarai felice. ―

A questo punto il sogno finì, e Pinocchio si svegliò con tanto d’occhi spalancati.

Ora immaginatevi voi quale fu la sua maraviglia quando, svegliandosi, si accòrse che non era più un burattino di legno: ma che era diventato, invece, un ragazzo come tutti gli altri. Dètte un’occhiata all’intorno, e invece delle solite pareti di paglia della capanna, vide una bella camerina ammobiliata e agghindata con una semplicità quasi elegante. Saltando giù dal letto, trovò preparato un bel vestiario nuovo, un berretto nuovo e un 10