Pagina:Le avventure di Pinocchio.djvu/78

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miracoli, aveva preso un’indigestione anticipata di monete d’oro.

Quand’ebbero cenato, la Volpe disse all’oste:

— Datemi due buone camere, una per il signor Pinocchio e un’altra per me e per il mio compagno. Prima di ripartire stiacceremo un sonnellino. Ricordatevi, però, che a mezzanotte vogliamo essere svegliati per continuare il nostro viaggio.

— Sissignore — rispose l’oste, e strizzò l’occhio alla Volpe e al Gatto, come dire: « Ho mangiato la foglia e ci siamo intesi!… » —

Appena che Pinocchio fu entrato nel letto, si addormentò a colpo, e principiò a sognare. E sognando gli pareva di essere in mezzo a un campo, e questo campo era pieno di arboscelli carichi di grappoli, e questi grappoli erano carichi di zecchini d’oro che, dondolandosi mossi dal vento, facevano zin, zin, zin, quasi volessero dire: « Chi ci vuole, venga a prenderci. » Ma quando Pinocchio fu sul più bello, quando cioe allungò la mano per prendere a manciate tutte quelle belle monete e mettersele in tasca, si trovò svegliato all’improvviso da tre violentissimi colpi dati nella porta di camera.

Era l’oste che veniva a dirgli che la mezzanotte era sonata.