Pagina:Le biblioteche popolari in Italia dall'anno 1861 al 1869.djvu/72

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cole stanze dell’ex-convento Sant’Andrea Avellino ove oggi la istituzione ha effettivamente sede. Ma, avuto il locale, faceva d’uopo accrescere il numero delle opere da offrire al pubblico e raccomandare a solide legature i volumi per cui la necessità di qualche sommarella collettizia, e la cittadinanza messinese rispose non affatto indegnamente alle richieste del Comitato sicché con questa potè provvedersi all’una cosa e all’altra, non che all’acquisto delle scansie e degli altri utensili.

La Biblioteca bensì è ancora lontana dall’aver raggiunto un completo sviluppo, sia perchè il maggior numero dei cittadini non ha ancor dato all’impresa tutto quell’appoggio economico e morale che potrà levarla all’altezza che si merita, sia perchè nè il municipio, nè la provincia le ha fatto sinora alcun assegno che le permetta tenere la istituzione nel dovuto decoro e provveduta del necessario servizio, per modo che oggi fa da bibliotecario, da custode e da distributore con rara abnegazione l’egregio promotore.

Milano.

«Trezzo, Maleo, Codogno, Casalpusterlengo.»

Il pensiero di costituire un Comitato provinciale per la diffusione delle biblioteche popolari nel Milanese si deve a tre benemeriti promotori: il prof. A. Amati, il prof. L. Luzzati, l’avvocato S. Larcher.

Il Consiglio provinciale aveva stabilito un fondo di L. 6000 per iniziare questa benefica propaganda.

I promotori convocarono nelle sale della Società d’incoraggiamento d'arti e mestieri a pubblica seduta il fiore della cittadinanza milanese