Pagina:Le biblioteche popolari in Italia dall'anno 1861 al 1869.djvu/74

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tolto il sistema della lettura fissa e gratuita che, faceva poco frutto e dato largo sviluppo alla circolazione dei libri in modo che nel solo mese, di febbraio (1869) nei 23 giorni di distribuzione che ebber luogo si misero in giro 533 volumi; dal lettore, non si esige garanzia pecuniaria, ma dà contezza di sè o mediante il libretto d’iscrizione in Società o mediante certificato di chi presiede sia alla Società operaia, sia alle scuole festive, serali e professionali. Il contributo di 5 centesimi per ogni volume distribuito (sul sistema Alsaziano) si esige regolarmente e rappresenta un introito non indifferente.

La Società milanese procurò di diffondere le biblioteche nella provincia, e mandò infatti 102 volumi a quella delle carceri giudiziarie in Milano stessa, 132 a quella di Trezzo sull’Adda, ed ha stanziato sussidii per Codogno, Maleo, Casalpusterlengo: ora intende provvederne ogni capoluogo di mandamento, secondo il progetto del prof. Amati nel che gioverà molto l’opera dell’egregio deputato Piolti de’ Bianchi, in questo senso fu pubblicata apposita circolare il 21 febbraio 1869. Dall’ultimo resoconto, le entrate della Società ammontavano a L. 4100, il numero dei volumi 3000 legati in 2000 tomi: la Biblioteca è ricca altresì di opere istruttive e d’amena letteratura, d’opere storiche, e possiede una pregevolissima raccolta di cose milanesi; le più ricercate fra queste sono le pubblicazioni della Biblioteca Utile, i romanzi, i manuali tecnologici, di chimica meccanica, i viaggi e la storia. (Vedi note).


Una Biblioteca circolante composta di 400 scelti volumi è anco istituita presso il Magazzino