Pagina:Le confessioni di un ottuagenario II.djvu/499

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capitolo ventesimoprimo. 491

che mi agitavano, fu ben peggiore l’arrivo. Giunsi ad Ancona proprio il ventisette marzo, quando il general Armandi abbassava dinanzi agli Imperial,i vinto ma non macchiato, il vessillo della rivoluzione romagnuola. Dietro i vaghi sospetti di Bruto mi affrettai a chiedere a qualche ufficiale, se conoscessero un certo Donato Altoviti, e se egli avesse preso parte a quei rivolgimenti. Alcuni dicevano di non conoscerlo, altri di sì; ma non potevano guarentire del nome: finalmente al Quartier generale fui accertato che un giovine veneziano di quel nome erasi inscritto nella Legione imolese, che aveva combattuto come un leone nello scontro di Rimini, e che colà era rimasto ferito due giorni prima. Corsi alla posta, e non v’erano cavalli perchè tutti requisiti in servizio dell’esercito austriaco, uscii allora a piedi dalla porta, e fuori quattro miglia, trovata la carretta d’un ortolano, feci suo quanto danaro aveva indosso purchè mi conducesse a Rimini in quel giorno stesso.

Infatti vi giunsi che per tutto il viaggio avea tirato la carretta col fiato, e non ne poteva più. Cercai dell’Ospitale ma Donato non v’era e non ne avevano mai udito parlare; con quello struggimento d’animo che potete immaginarvi, mi rimisi in traccia di lui per quella brutta città, che dallo spavento della guerra, e dall’imbrunire della notte era fatta più scura e deserta che mai. Domandare d’un volontario ferito era lo stesso che farsi chiudere la porta in faccia: alla fine tornai allo spedale divisando chiederne conto ai medici, uno dei quali doveva pur essere chiamato a curarlo in qualunque luogo egli si trovasse, se pur non lo lasciavano morire come un cane. Benchè mi sconfidasse il pensiero che non tutti i medici di Rimini frequentavano certo l’Ospitale, pure non trovando di meglio m’appigliai a questo partito, ed ebbi a lodarmene perchè un giovine chirurgo, intenerito alle mie preghiere, mi tirò prudentemente da un lato, e, dettomi che lo aspettassi in istrada