Pagina:Le facciate del Duomo di Firenze.djvu/14

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FACCIATA DI GIOTTO 1334-1588


Ad Arnolfo succedè Giotto, questi pensò di rinnuovare la facciata, decorandola in modo, che per le statue, colonne, rilievi accompagnasse piuttosto il campanile che il resto dell’Edifizio. Questa facciata arrivò appena a metà; la parte già fatta era piena di nicchie destinate per le statue che via via si andavano collocando. Alcune di queste statue erano di Donatello di cui in questi giorni si festeggia il V° Centenario della sua nascita. Sopra la parte di mezzo della Facciata disegnata da Giotto, vi era una cappelletta con una statua in marmo, rappresentante Nostra Signora seduta con il Gesù Bambino sulle ginocchia, ai lati vi erano due statue rappresentanti S. Zanobi e S. Reparata, due angioli aprivano un padiglione. Sulla porta laterale dalla parte di via dei Martelli in un altra cappella era scolpita, la natività di Gesù Cristo contornato da molte figure di pastori e di animali. Sull’altra parte laterale era rappresentato il Transito di Maria. Negli spazi compresi tra le porte vi erano in quattre nicchie i Sacri Evangelisti scolpiti da Donatello e che furono poi trasferiti nella Tribuna maggiore e sopra di essi in nicchie simili, vi erano i quattro dottori della Chiesa. Giotto nella sua facciata aveva pure destinati i simulacri dei cittadini famosi o in lettere o in armi, e sembra che in questa facciata figurassero anche i poeti Fiorentini trasferiti appiè del Poggio Imperiale l’anno in cui si demolì la facciata.

Il progetto di Giotto fu approvato nell’anno 1334; ma la costruzione fu poi sospesa, senza saper bene la causa quantunque si dicesse che fu interrotta pel timore che il carico dei marmi e delle statue che ci dovevano andare traboccasse innanzi, stante la debolezza del muro. Questa facciata incompiuta durò a stare in piedi fino al 1588, quando ai 22 di Gennaio si cominciò a disfare per opera, di Benedetto Uguccioni, allora provveditore dell’opera del Duomo.

Fra le molte statue che ornavano questa facciata vi era quella di Farinata degli Uberti.