Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/107

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in tanta avversione, dopo ciò che colà mi è accaduto, che oso supplicare vostra maestà a volermi permettere di mantenere il giuramento da me fatto, di non tornarvi mai più in vita mia. Metterò tutta la mia gloria a rendergli i miei servigi presso la sua persona, se avesse la bontà di accordarmene la grazia.» Lo accolse il califfo nel novero de’ suoi più intimi cortigiani, gli restituì la Bella Persiana, e lo colmò di onori, vivendo insieme fino alla morte, con tutta la felicità cui sapessero desiderare.

«Riguardo al re di Balsora, il califfo si contentò di avergli fatto conoscere quanto dovesse andar guardingo nella scelta che faceva de’ suoi visiri, e lo rimandò nel suo regno.»

— Sorella,» disse Dinarzade, «il giorno non è ancora comparso, e se tu volessi cominciare un altro racconto, sono persuasa che il sultano, nostro signore e padrone, non vi s’opporrebbe.» Schahriar avendo dato il proprio consenso, Schcherazade prese la parola, e narrò la seguente novella:


DI BEDER, PRINCIPE DI PERSIA,

E DI GIAUARA

PRINCIPESSA DEL REGNO DI SAMANDAL.


— Sire, la Persia è una parte della terra di tal vastità, da non essere senza ragione che gli antichi suoi sovrani hanno portato il titolo superbo di re dei re. In quante vi sono province, senza parlare di tutti gli altri regni conquistati, dominavano altrettanti re; e questi non solo pagavano grossi tributi, ma inoltre erano loro tanto sommessi, quanto i governatori lo sono ai re negli altri stati.