Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/154

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

136


ed andò quindi d’appartamento in appartamento, cercando la principessa Giauara. Ma al primo rumore, erasi questa slanciata alla superficie del mare, colle donne trovatesi presso di lei, rifugiandosi in un’isola deserta.

«Mentre queste cose accadevano nel palazzo del re di Samandal, alcuni del seguito di Saleh, che alle prime minacce di quel re avevano presa la fuga, misero in grande affanno la regina sua madre, annunziandole il pericolo nel quale avevanlo lasciato. Il giovane re Beder, presente al loro arrivo, ne fu tanto più commosso, in quanto che si considerò come la primaria cagione di tutto il male che poteva derivarne; laonde non si sentì coraggio bastante per sostenere la presenza dell’avola, dopo il pericolo che per suo riguardo correva il re Saleh, e mentre la vide occupata a dare gli ordini necessarii a tale congiuntura, si slanciò dal fondo del mare, e non sapendo qual via prendere per tornare al regno di Persia, ricovrossi nell’isola medesima, in cui erasi rifugiata la principessa Giauara.

«Siccome il principe era fuor di sè, andò a sedere appiè d’un alto albero contornato da più altri, e stava ripigliando animo, allorchè, udendo parlare, tese l’orecchio; ma trovandosi un po’ troppo lontano per comprendere cosa si dicesse, si alzò, ed inoltratosi, senza far rumore, verso la parte d’onde veniva il suono delle parole, scoperse tra le fronde una bellezza, dalla quale rimase abbagliato. — Senza dubbio,» diss’egli fra sè, fermandosi, e considerandola con ammirazione, «è questa la principessa Giauara, che lo spavento ha forse costretto ad abbandonare il palazzo del re suo padre; se non è dessa, non merita però meno ch’io l’ami di tutto cuore.» Non fermandosi più oltre, uscì dal macchione, ed accostatosi con una profonda riverenza alla principessa: — Si-