Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/188

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«Il vecchio, stato testimonio di tutto quel colloquio, prese allora a parlare. — Figliuolo,» diss’egli a Beder, «bisogna sappiate una cosa, cui ben veggo che ignorate, ed è che in questa città non è lecito mentire in verun modo sotto pena di morte. Laonde non potete dispensarvi dal prendere il denaro di questa buona donna, e consegnarle la vostra cavalla, poichè ve ne dà la somma che le domandaste. Vi gioverà meglio fare la cosa senza strepito, anzichè esporvi alle disgrazie che potrebbero derivarne.»


NOTTE CCLXVI


Scheherazade, continuando il racconto:

— Sire, il principe Beder, afflittissimo d’essersi impegnato in quel cattivo negozio con tanta sconsideratezza, smontò con grande cordoglio. Fu pronta la vecchia ad afferrare la briglia e sbarazzarne la cavalla, ed ancor più a prendere un po’ d’acqua in mano da un ruscello, che scorreva in mezzo alla strada, e gettarla sulla cavalla pronunciando queste parole:

«— Figliuola mia, lasciate questa forma estranea e ripigliate la vostra. —

«Il mutamento si fece in un attimo; e Beder, vedendosi comparire davanti la regina Laba, svenne, e sarebbe caduto, se il vecchio non lo avesse sorretto.

«La vecchia, ch’era madre della regina Laba, e l’aveva istruita in tutti i segreti della magia, non ebbe appena abbracciata la figliuola per dimostrarle la propria allegrezza, che tosto, con un fischio, fece comparire un brutto genio di gigantesca forma, il quale, preso subito Beder sur una spalla, abbrancò e