Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/21

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

3

««L’ignorante sollevasi alle dignità con discorsi che non significano nulla; il dotto, colla sua eloquenza, rimane nella polve.

««Il musulmano è nell’ultima miseria con tutte le sue ricchezze; l’infedele trionfa in mezzo ai suoi beni. —

««Non si può sperare che le cose cangino: è un decreto dell’Onnipotente ch’esse rimangano in questo stato.»»

«Assad presentò la carta alla regina Margiana, la quale non ammirò meno la moralità delle sentenze che la bellezza del carattere; e non fu duopo di più per finire di accenderle il cuore, e toccarla di vera compassione per lui. Non ebbe appena terminato di leggere, che, voltasi a Behram: — Scegliete,» gli disse, «fra il vendermi questo schiavo o farmene un dono; forse potrete trovar meglio il vostro conto nell’ultimo partito. —

«Behram rispose con molta insolenza di non aver alcuna scelta da fare, che aveva bisogno del suo schiavo, e voleva tenerselo.

«Irritata Margiana di quell’ardire, non volle parlar altro con colui; prese per un braccio Assad, se lo fece camminare davanti, e condottolo al suo palazzo, mandò a dire a Behram che farebbegli confiscare tutte le mercanzie e dar fuoco al bastimento in mezzo al porto, se vi passasse la notte. Fu dunque questi costretto a tornarsene mortificatissimo alla nave e far preparare tutte le cose per rimettersi alla vela, quantunque la tempesta non fosse ancor calmata.

«La regina Margiana, dopo aver comandato, entrando nel palazzo, che si recasse immediatamente la cena, condusse Assad alle di lei stanze, dove se lo fece sedere vicino; il giovine volle esimersene, dicendo tanto onore non competere ad uno schiavo.

«— Schiavo!» sclamò la regina; «lo eravate po-