Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/340

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

318


sono? Che m’è accaduto? Cos’è questo palazzo? Cosa significano questi eunuchi, questi officiali sì leggiadri e ben voltiti; ques’e dame sì belle o questa musica che m’inebbria? È mai possibile che non possa distinguere se io sogno o se abbia il mio buon senso?» Toglie infine le mani dagli occhi, li apre, ed alzando la testa, vede che il sole già dardeggiava i primi suoi raggi attraverso la finestra della stanza dove trovavasi.

«In quel punto entrò Mesrur, il capo degli eunuchi, si prosternò profondamente davanti ad Hassan, e rialzandosi: — Commendatore de’ credenti,» gli disse, «mi permetta vostra maestà di farle osservare non esser ella solita alzarsi così tardi, e che ha lasciato trascorrere il tempo di dire la sua preghiera. A meno che non abbia passato una cattiva notte e non sia indisposta, non ha più se non quello di salire sul trono, per presiedere il consiglio e farsi vedere secondo il consueto. I generali de’ suoi eserciti, i governatori delle province, e gli altri grandi officiali della corte aspettano il momento che venga loro aperta la porta della sala del consiglio. —

«Al discorso di Mesrur, Abu fu persuaso di non dormire, e che lo stato nel quale trovavasi, non fosse un sogno; e non si trovò meno imbarazzato che confuso nell’incertezza del partito che doveva prendere. In fine, guardò Mesrur fiso negli occhi, e con serio accento gli chiese: — A chi parlate adunque, e chi è quello che chiamate Commendatore de’ credenti, voi ch’io non conosco? Bisogna che mi prendiate per un altro. —

«Tutt’altri, fuor di Mesrur, sarebbesi forse sconcertato alla domanda di Hassan; ma istruito dal califfo, rappresentò a maraviglia il proprio personaggio. — Mio rispettabile signore e padrone,» sclamò, «vostra maestà mi parla così oggi probabilmente per