Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/473

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alcun tempo interdetto e come in estasi, rammentandosi ed imprimendosi profondamente l’idea d’un oggetto, ond’era ammaliato e ferito fin nel profondo del cuore. Rientrò finalmente in sè stesso, e considerando che, essendo la principessa già passata, conserverebbe inutilmente il suo posto per rivederla ad uscire dal bagno, poichè essa doveva volgergli la schiena ed essere coperta dal velo, si decise a ritirarsi.

«Aladino, tornando a casa, non potè celare il proprio turbamento e l’inquietudine sì che la madre non se ne avvedesse; sorpresa al vederlo tristo e pensieroso contro il solito, gli chiese se fossegli accaduta qualche cosa, o se si sentisse indisposto. Ma Aladino non le diè alcuna risposta, e sedè sbadatamente sul sofà, ove rimase nella medesima situazione, sempre occupato a rammentare la vezzosa immagine della principessa Badrulbudur. Nè sua madre, che preparava la cena, lo sollecitò ulteriormente, ma quando fu pronta, la servì accanto a lui e si mise a tavola; avvedutasi che il figlio non vi faceva attenzione, lo avvertì di mangiare, e non fu se non con molto stento ch’egli cangiò di positura. Mangiò assai meno del consueto, cogli occhi sempre bassi, ed in un silenzio tanto profondo, che non fu possibile alla madre di ricavarne la minima parola su tutte le domande che gli volse, onde cercar di conoscere il motivo di sì straordinario cangiamento.

«Dopo la cena, essa volle ricominciare a chiedergli la cagione di tinta melanconia; ma nulla potè ritrarne, ed egli prese il partito di andar a letto, piuttosto che dare intorno a ciò la minima soddisfazione alla madre.

«Senza esaminare come Aladino, invaghito della bellezza e delle attrattive della principessa Badrulbudur, passasse la notte, faremo soltanto notare che all’in-