Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/509

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tempo da perdere: prima che il sultano finisca la seduta, è importante che torniate al palazzo, per recarvi immediatamente il donativo e la dote della principessa Badrulbudur, ch’ei mi ha domandato, affinchè dalla mia sollecitudine e diligenza arguisca lo zelo ardente e sincero che ho di procurarmi l’onore d’entrare nella sua parentela.»

La storia d’Aladino piaceva sempre più al sultano delle Indie, e questo principe vedeva con dispiacere che l’alba sorgesse ad interrompere troppo presto il racconto. Ne attestò il suo rammarico con espressioni cortesissime alla sultana; quindi si alzò per andar a fare la sua preghiera e presiedere al consiglio.


NOTTE CCCXXVII


Come al solito, Scheherazade, destata dalla sorella, volgendosi al sultano suo sposo, gli disse:

— Sire, senza attendere la risposta della madre, Aladino aprì la porta della strada; vi fece sfilare successivamente tutti gli schiavi, facendo sempre procedere uno schiavo bianco seguito da un negro con un bacile d’oro sulla testa, e così fino all’ultimo. Uscita la madre dietro l’ultimo schiavo negro, chiuse la porta, e rimase tranquillamente nella sua camera, colla speranza che il sultano, dopo quel presente quale lo aveva domandato, sarebbesi infine degnato di riceverlo per genero.

«Il primo schiavo bianco uscito dalla casa di Aladino aveva fatto fermare tutti i passeggeri che lo videro, e prima che gli ottanta schiavi, così alternati di bianchi e negri avessero finito di uscire, la via trovavasi già piena d’una calca di gente accorsa da tutte le parti per vedere spettacolo sì magnifico e