Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/528

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dre si misero a mensa, e tosto un coro d’armoniosi istromenti, toccati ed accompagnati da bellissime voci di donne, tutte della maggior avvenenza, cominciò un concerto che durò senza interruzione sino alla fine del pasto, con tanto diletto della principessa, che non potè astenersi dal dire allo sposo di non aver nulla inteso di simile presso il sultano suo padre. Ma ella non sapeva che quelle musicanti erano fate scelte dal genio, schiavo della lucerna.»

— Qual maravigliosa novella!» sclamò Dinarzade, quando la sorella ebbe cessato di parlare; «tu ne guidi di sorpresa in sorpresa, l’un dell’altra più grata e sorprendente: son persuasa che il sultano, nostro signore, avrebbe desiderato che l’alba avesse tardato a sorgere.» Schahriar nulla disse, e si alzò, aspettando con impazienza, senza dimostrarlo, l’indomani, perchè piacevagli singolarmente ad udir narrare gli effetti del potere dei geni e delle fate.


NOTTE CCCXXXI


— Sire, finita la cena e levate le mense, una schiera di ballerini e di ballerine susseguì alle musicanti, eseguendo varie sorta di danze figurate, secondo l’uso del paese, e terminando con un uomo ed una donna che danzarono soli con sorprendente leggerezza, e spiegarono, ciascuno a sua volta, tutta la grazia e l’agilità ond’erano capaci. Ma era già vicina la mezzanotte, quando, secondo il costume della China in quei tempi, Aladino, alzatosi, presentò la mano alla principessa Badrulbudur per danzare insieme, e chiudere così le cerimonie delle loro nozze;