Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/537

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gno; non appena seppe che il sultano, per sedarla, levava un esercito, lo supplicò di concedergliene il comando, ed ottenutolo senza difficoltà, se ne pose immediatamente alla testa, lo spinse contro i ribelli, e si regolò in tutta la spedizione con tal celerità, che il sultano seppe prima essere stati i rivoltosi sbaragliati, puniti e dispersi, che non il di lui arrivo all’armata. La qual azione, che rese il suo nome celebre in tutta l’estensione del regno, non ne cangiò guari il cuore, tornando vittorioso bensì, ma egual mente affabile com’era sempre stato.

«Erano già più anni che Aladino operava di tal guisa, quando il mago, che senza pensarvi avevagli dato il mezzo di sollevarsi a sì alta fortuna, ricordossi di lui dall’Affrica, ove stava ritirato. Benchè sin allora fosse persuaso che Aladino era morto miseramente nel sotterraneo in cui avevalo lasciato, gli venne nonostante il pensiero di conoscere precisamente qual ne fosse stata la fine. Or siccome era grande geomante, trasse da un armadio un quadrato in forma di scatola coperta, di cui solea servirsi per fare le osservazioni di geomanzia, e sedendo sul sofà, se lo pone davanti, lo scopre, e dopo averne preparata e conguagliata la sabbia, coll’intenzione di sapere se Aladino fosse morto nel sotterraneo, getta i suoi punti, ne ricava le figure e forma l’oroscopo. Esaminando quindi quest’oroscopo per trarne un giudizio, invece di scoprire che Aladino era morto nel sotterraneo, viene a conoscere ch’erane uscito, e che viveva sulla terra in grande splendore, opulentissimo, ammogliato ad una principessa, onorato e rispettato.

«Appena il mago affricano ebbe scoperto, per le regole della diabolica sua arte, come Aladino si trovasse in tanta altezza di fortuna, che gli salì il fuoco al volto, e per la rabbia si fece a dire fra sè: — Quel miserabile figlio d’un sartore ha scoperto il segreto