Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/566

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scala, di modo che il mago non fu appena caduto, che la porta gli venne quasi nel medesimo momento aperta.

«Aladino salì, ed entrato nella sala, vedendo il negromante disteso per terra dietro il sofà, fermò Badrulbudur, la quale, alzatasi, s’inoltrava verso di lui per dimostrargli la sua gioia abbracciandolo, e: — Principessa,» le disse, «non n’è ancor tempo; fatemi il favore di ritirarvi nel vostro appartamento, ed ordinate di lasciarmi solo, mentre m’accingo a farvi tornare alla China colla sollecitudine medesima onde ne foste allontanata. —

«In fatti, quando la principessa fu fuor della sala colle donne e cogli eunuchi, Aladino chiuse la porta, avvicinossi al cadavere del mago, gli aprì la veste, e trattane la lucerna avvolta nel modo dalla consorte indicatogli, la disciolse e la strofinò. Immediatamente il genio comparve, volgendogli il solito complimento. — Genio,» gli disse Aladino, «ti ho chiamato per ordinarti, da parte della lucerna, tua buona padrona che qui vedi, di fare che questo palazzo sia sul momento riportato alla China, nel luogo stesso d’onde fu arrecato.» Il genio, mostrando con un inchino che andava ad obbedire, sparve. In fatti, il trasporto si fece, e non si sentì se non per due leggerissime scosse: una quando fu sollevato dal luogo ove trovavasi in Affrica, e l’altra allorchè venne deposto alla China rimpetto al palazzo del sultano; cosa che si effettuò in brevissimo spazio di tempo.

«Aladino discese nell’appartamento della consorte, ed allora abbracciandola: — Principessa,» le disse, «posso assicurarvi che la vostra gioia e la mia saranno domattina compiute.» Siccome la giovane non aveva finita la cena, ed Aladino sentiva bisogno di mangiare, essa fece portare dal salone delle ventiquattro finestre le vivande che vi erano amman-