Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/578

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madre,» disse di nuovo Badrulbudur, «vi chieggo una cosa che bisogna concedermi: non vogliate negarmela, ve ne prego; bramerei che restaste con me, onde raccontarmi la vostra vita, ed io impari da voi e da’ buoni vostri esempi, come debba servire a Dio.

«— Principessa,» rispose allora la finta Fatima, «vi supplico a non esigere da me una cosa, cui non posso accondiscendere senza distogliermi e distrarmi dalle mie preghiere e da’ miei esercizi di divozione. — Che ciò non vi dia pensiero,» ripigliò la principessa; «ho vari appartamenti disoccupati; sceglierete quello che vi converra meglio, ed ivi farete tutti i vostri esercizi di pietà colla stessa libertà come nel vostro romitorio. —

«Il mago, non avendo altro scopo fuorchè d’introdursi nel palazzo di Aladino, ove gli sarebbe riuscito più facile d’eseguire l’iniquità che meditava, dimorandovi sotto gli auspicii e la protezione della principessa, di quello che se fosse stato costretto ad andare e venire dall’eremo al palazzo e viceversa, non fece altre istanze per iscusarsi dall’accettare la gentile offerta di Badrulbudur, e: — Principessa,» le disse, «qualunque sia la risoluzione fatta da una povera e miserabile donna com’io sono, di rinunziare al mondo, alle sue pompe ed alle grandezze sue, non oso prendermi l’ardire di resistere al volere ed ai comandi d’una principessa sì pia e caritatevole. —

«A simile risposta, la giovane, alzandosi, gli disse: — Venite con me; vi farò vedere gli appartamenti disponibili, affinchè possiate scegliere a vostro piacere.» Seguì egli la principessa Badrulbudur, e fra tutti gli appartamenti che gli fece vedere, tutti magnifici e stupendamente addobbati, scelse quello che gli parve più umile degli altri, dicendo per ipocrisia ch’era anche troppo, e non lo sceglieva se non per compiacere alla principessa.