Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/664

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«Saad le dispose a dieci a dieci sino al numera di centonovanta; ed allora Saadi, il quale non poteva negare una verità tanto manifesta, presa la parola, e voltosi a me: — Kodjah Hassan,» mi disse, «convengo che queste centonovanta pezze d’oro non abbiano potuto servire ad arricchirvi: ma le altre centonovanta che nascondeste in un vaso di crusca, come voleste farmi credere, avranno potuto contribuirvi.

«— Signore,» ripigliai io, «vi dissi la verità tanto riguardo a quest’ultima somma, come sulla prima. Non vorreste che mi ritrattassi per dirvi una bugia.

«— Kodjah Hassan,» mi disse Saad, «lasciate Saadi nella sua opinione. Io acconsento di buon cuore che ci creda che voi gli siate debitore della metà della vostra fortuna per mezzo dell’ultima somma, purchè egli convenga ch’io vi ho contribuito per l’altra metà, mediante il pezzo di piombo che vi diedi, e non metta in dubbio il prezioso diamante trovato nel ventre del pesce.

«— Saad,» riprese Saadi, «io voglio quello che voi volete, purchè mi lasciate la libertà di credere che non si fa danaro se non col danaro.

«— Come!» soggiunse Saad; «se il caso volesse ch’io trovassi un diamante del valore di cinquantamila pezze d’oro, e che tante me ne fossero pagate, avrei io acquistata tal somma col denaro?»


NOTTE CCCLXII


— «La contesa si fermò qui. Ci alzammo, e tornali in casa, essendo servito il pranzo, ci ponemmo a mensa. Finito il pasto, lasciai ai miei ospiti la libertà di pas-