Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/692

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snada, di non lasciar invendicato il torto a lei fatto presentasi un altro ladrone, il quale promette dì riuscir meglio dell’altro allora punito, e domanda la preferenza. Viene esaudito: egli parte, corrompe Baba Mustafà, come corrotto lo aveva il predecessore, e colui gli fa, cogli occhi bendati, conoscere la casa di Alì Baba. La segnò il ladro di rosso nel sito meno apparente, contando fosse quello un mezzo sicuro per distinguerla dall’altre già marcale di bianco.

«Ma poco tempo dopo, Morgiana uscì di casa come il giorno precedente, e quando fu per rientrarvi, quel segno rosso non isfuggì ai vigili suoi sguardi; sicchè fatto lo stesso raziocinio della prima volta, non mancò di praticare lo stesso segno alle altre porte vicine e nel medesimo luogo.

«Il masnadiero, di ritorno a’ suoi compagni nella foresta, non lasciò di decantare la presa precauzione, infallibile, come asseriva, per non confondere la casa di Alì Baba colle altre. Il capitano ed i ladri credono colui che la cosa debba riuscire. Recansi pertanto alla città nello stesso ordine e colle medesime precauzioni di prima, armati pure nella stessa guisa, disposti a fare il colpo che meditavano; ed il capitano col malandrino vanno direttamente alla contrada di Alì Baba; ma quivi trovano la medesima difficoltà della prima volta. Pieno di sdegno è il capitano, e l’altro coperto d’una confusione non minore di quella dei suo predecessore in tale intrapresa.

«Per tal modo, costretto il capitano a ritirarsi anche in quel giorno colla sua gente, tutti malcontenti come il dì innanzi, il ladrone, quale autore dell’equivoco, subisce similmente il castigo, cui si era volontariamente assoggettato.

«Il capitano intanto, vedendo la masnada scemata già di due bravi soggetti, temè di vederla viemag-