Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/710

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«Finito ch’ebbe Morgiana di servire in tavola e di farla servire per mezzo di Abdalla, colse il tempo mentre cenavano, e fece i preparativi necessari per l’esecuzione d’un colpo de’ più arditi; avea già compita ogni cosa, allorchè Abdalla venne ad avvertirla che attendevansi lo frutta. Reca le frutta, e quando lo schiavo ebbe levato quanto stava sulla tavola, ve le dispone. Poscia mette accanto ad Ali Baba un tavolo, e su questo il vino con tre tazze; ed uscendo, conduce seco Abdalla come per andar a cenare insieme, e lasciar ad Alì Baba, secondo l’uso, la libertà di conversare e divertirsi piacevolmente coll’ospite, e farlo ber bene.

«Stimò allora il falso Kodjah Hussain, o piuttosto il capitano de’ quaranta ladroni, giunta l’occasione di togliere la vita ad Alì Baba. — Ora,» disse fra sè, «ubbriacherò il padre ed il figlio, e questi, al quale pur voglio lasciare la vita, non m’impedirà di piantare il pugnale nel cuore di suo padre; indi fuggirò pel giardino, come già feci l’altra volta, mentre la cuoca e lo schiavo non avranno ancor finito di cenare, oppure si saranno addormentati in cucina. —

«Invece di cenare, Morgiana, penetrando il pensiero del finto Kodjah Hussain, non gli diede il tempo di mettere in esecuzione la sua perfidia; vestitasi di un abito graziosissimo di ballerina, e presa un’acconciatura conveniente, si cinse una cintura d’argento dorato, alla quale attaccò un pugnale con fodero e manico dello stesso metallo, «quindi coprissi il volto con una maschera. Così travestita, disse allo schiavo: — Abdalla, prendi il tuo tamburello, ed andiamo dal padrone a dare all’ospite, all’amico di suo figliuolo, il divertimento che talvolta diamo a lui stesso. —

«Prende Abdalla lo strumento, comincia a suonarlo camminando dinanzi a Morgiana, e presentasi in