Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/715

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

297


mente sterminata sin d’allora. Non dubitò più d’essere il solo al mondo che possedesse il segreto di farsi aprire la grotta, nè che il tesoro racchiusovi non fosse ormai tutto a sola sua disposizione. Essendosi egli munito d’una valigia, la riempì di quant’oro potè recarne il suo cavallo, e tornò in città.

«Da quel tempo Ali Baba, suo figliuolo, ch’egli condusse alla grotta, ed a cui insegnò il segreto di penetrarvi, e dopo di essi la loro posterità, alla quale fecero di mano in mano passare il medesimo segreto, approfittando con moderazione della loro fortuna, vissero in grande splendidezza, onorati delle prime dignità dello stato.»

La notte finiva quando la sultana delle Indie poneva così termine al racconto di Ali Baba e dei quaranta ladroni, Schahriar, il quale avevalo ascoltato con piacere, non ricusò alla consorte il permesso di narrarne un altro la notte seguente.


NOTTE CCCLXXVI


Scheherazade, destata dalla sorella all’ora consueta, cominciò la seguente narrazione:

STORIA

DI ALI’ KODJAH, MERCATANTE DI BAGDAD.


— Sire, sotto il regno del califfo Aaron-al-Raschid, viveva a Bagdad un mercante chiamato Alì Kodjah, il quale non essendo de’ più ricchi, nè degli infimi