Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/73

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giovane, bussò alla porta, e vedendo che niuno veniva ad aprirgli, la fece gettar giù, e tosto i suoi soldati vi entrarono in folla: frugarono per tutti gli angoli, ma non trovarono nè Noreddin, nè la sua schiava. Il capitano fece domandare e domandò egli medesimo ai vicini se non li avessero veduti. Quando anche li avessero visti, siccome non c’era alcuno che non amasse Noreddin, nessuno avrebbe parlato per dir cosa che potesse nuocergli; mentre si saccheggiava e spianavasi la casa, egli andò a portarne la nuova al re, il quale: — Che si cerchino in qualunque sito possano essere,» disse; «voglio averli. —

«Il capitano delle guardie andò a fare altre perquisizioni, ed il re congedò il visir Sauy con onore. — Andate,» gli disse, «tornate a casa vostra, e non vi mettete in pena pel castigo di Noreddin; vi vendicherò io medesimo della sua insolenza. —

«Per non tralasciar alcun mezzo di ritrovarli, il re fe’ ancora proclamare per la città, dai pubblici banditori, che darebbe mille pezze d’oro a chi gli conducesse Noreddin e la schiava, e farebbe punire severissimamente chiunque li tenesse nascosti; ma per quanta premura si dèsse, e per qualunque diligente indagine facesse fare, non gli fu possibile averne novella, ed il visir Sauy non ebbe altra consolazione fuorchè di vedere il re prendere le sue parti.

«Noreddin e la Bella Persiana avanzavano intanto, e facevano la loro via con tutta la possibile felicità. Approdarono finalmente a Bagdad, e quando il capitano, lieto di aver finito il suo viaggio, ebbe scorta la città: — Figliuoli,» sclamò parlando ai passeggeri, «rallegratevi; eccola, questa grande e maravigliosa metropoli, dove avvi un concorso generale e perpetuo da tutte le parti del mondo. Vi troverete una moltitudine di popolo innumerevole, e non vi soffrirete il freddo insopportabile dell’inverno, nè i calori ec-