Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/788

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NOTTE CCCXCV


— Il banditore, il quale prendeva il principe Hussain per un mercatante, gli rispose: — Signore, se questo prezzo vi pare esorbitante, ben maggiore sarà la vostra maraviglia quando saprete che ho ordine di farlo salire sino a quaranta borse, e non rilasciarlo se non a chi mi conterà tal somma. — Bisogna dunque,» soggiunse Hussain, «che sia prezioso per qualche lato a me ignoto. — Avete indovinato, o signore,» ripigliò l’altro, «e ne converrete anche voi, quando vi dirò che, sedendo su questo tappeto, si viene subito con esso trasportati ove si desidera andare, trovandovi colà quasi nel medesimo istante, senza essere trattenuti da ostacolo qualunque. —

«Il discorso del banditore fece che il principe delle Indie, considerando essere motivo principale del suo viaggio il riportare al sultano suo padre qualche rarità singolare di cui non avesse mai inteso parlare stimò non poterne acquistar alcuna, di cui il genitore dovesse rimaner meglio soddisfatto.

«— Se il tappeto,» disse al banditore, «avesse la virtù che gli attribuisci, non solo non crederei pagarlo troppo caro dandone le quaranta borse che domandi, ma potrei anche risolvermi ad accomodarmi del prezzo, e farti inoltre un regalo di cui ti troveresti contento.

«— Signore,» rispose il banditore, «vi ho detto il vero, e vi sarà facile convincervene quando avrete conchiuso il contratto a quaranta borse, mettendovi la