Pagina:Le mille ed una notti, 1852, V-VI.djvu/730

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qual modo e perchè si trova qui, e soprattutto chi lo ha ridotto in questo stato. — Tu lo vedesti, ora si tratta di portarlo altrove,» riprese la principessa con impazienza.»

NOTTE DXXXVI

— «Ubulok lo lasciò dire, come anche a me, tutto ciò che ci parve capace di persuaderlo; ma non ne fu smosso, e quando ebbimo cessato di parlare: — O soddisfate alla mia domanda,» soggiuntegli, «o qui lo lascio. —

«La principessa fu adunque costretta a confessargli ogni cosa — Va bene,» le disse l’Arabo; «io non farò ciò che volete da me, se non m’avrete prima concesso quanto esigevate dal sartore. — Insolente,» gridò la principessa, «non temi il mio furore? — No,» le rispos’egli freddamente; «voi siete già imbarazzata del sartore; che fareste di me nello stesso caso? — Ciò può essere,» replicò la principessa; «ma con qual viso osi tu farmi una simile proposta? — Voi non credeste umiliarvi,» rispose Ubulok, «prendendo un sarto; che cosa aveva egli più di me? Io sono anzi di condizione più nobile. —

«Chadul, vedendosi tra due pericoli eguali, mi pregò di trarla di quell’impaccio, soddisfacendo l’Arabo. Io ricusai. — Ubulok ha ragione,» le dissi; «quest’affare riguarda unicamente voi sola, o principessa; a voi dunque tocca trarvi d’imbarazzo. —

«Chadul si vide costretta ad appagare i desiderii del brutale, ed il soldato, avvolto il baule in alcuni