Pagina:Le mille ed una notti, 1852, VII-VIII.djvu/44

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«— Io vorrei,» proseguì Zahide, «giacchè bisogna assolutamente sceglierne una o cessare dal vedervi, conoscere quella che vi sembra meno gradita, per attestarvi l’impressione che faceste sul mio cuore. —

«La principessa allora con accento impaziente: - Nessuno straniero,» disse, «non mostrò qui tal sangue freddo ed importunità come voi: prendete quella che più vi piacerà, ma prendetene una.»

NOTTE DLVII

— Zahide, vedendo che quel mezzo non poteva riescire, accordò la preferenza a quella che le parve avere fisonomia più vivace, e per conseguenza maggiore spirito. - Bella Mouna, fermatevi collo straniero,» le disse tosto la principessa ritirandosi.

«Mouna e Zahide sedettero sul sofà, e serbarono per qualche tempo profondo silenzio; l’una attendeva con impazienza che si pagasse a’ suoi vezzi il meritato tributo; l’altra pensava al modo di soddisfare la propria curiosità. Infine Mouna le si accostò, e volle che le sue carezze fossero l’esordio della conversazione e della conoscenza loro. Zahide vi corrispose con una freddezza che sorprese ed afflisse la vivace schiava.

— Sospendete le vostre bontà per me,» disse l’amabile Zahide; «datemi il tempo di meritarle; ma degnatevi prima palesarmi ciò che sapete sulla principessa e sul canestro misterioso.

«— Caro straniero,» rispose l’altra, «che una catena di prosperità annodi tutti i giorni della tua vita! Io vorrei poter soddisfare la tua curiosità; ma,