Pagina:Le opere di Galileo Galilei II.djvu/427

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414 le operazioni del compasso

DIVERSI MODI PER MISURAR CON LA VISTA;

PRIMA, DELLE ALTEZZE PERPENDICOLARI,

ALLA RADICE DELLE QUALI SI POSSA ACCOSTARE E DISCOSTARE.


L’ultima circonferenza, divisa in 200 parti, è una scala per misurar altezze, distanze e profondità col mezo della vista. E prima, cominciando dall’altezze, mostreremo diverse maniere di misurarle, facendo principio dall’altezze perpendicolari, alla radice delle quali ci possiamo accostare. Come saria se volessimo misurar l’altezza della torre AB: venendo nel punto B, ci discosteremo verso C, caminando 100 passi o 100 altre misure, e fermatici nel luogo C, traguarderemo con una costa dello Strumento l’altezza A, come si vede secondo la costa CDA, notando i punti tagliati dal filo DI; i quali se saranno nel centinaio opposto all’occhio, come si vede nell’essempio proposto per l’arco I, quanti saranno detti punti, tanti passi (o altre delle misure che aremo misurate in terra) diremo contenere l’altezza AB. Ma se il filo taglierà l’altro centinaio, come si vede nella seguente figura, volendo misurar l’altezza GH, sendo l’occhio in I, dove il filo taglia i punti MO, allora, preso il numero di detti punti, divideremo per esso il numero 10000, e l’avvenimento sarà il numero delle misure che nell’altezza GH si conterranno: come, v. g., se il filo avesse tagliato il punto 50, dividendo 10000 per 50, aremo 200; e tante saranno le misure dell’altezza GH.

E perché aviamo veduto che alle volte il filo segherà il centinaio opposto alla costa per la quale si traguarda, e tal volta ancora taglierà il centinaio contiguo a detta costa, e questo potrà avvenire in molte delle operazioni