Pagina:Le opere di Galileo Galilei II.djvu/47

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44 breve instruzione

giorno in queste buche; i quali potranno cavare la trincea e ben lavorare al sicuro. La profondità della trincea sarà, come si è detto, dal piano della campagna due braccia e mezzo in circa: ma perchè il terreno, che si cava, si getta poi in su l’argine, le due braccia e mezzo cavate importeranno più di cinque dall’altezza dell’argine; perciò che la fossa della trincea si doverà fare larga circa sette braccia, tanto in bocca quanto in fondo, e la grossezza dell’argine da basso verrà circa sei braccia, e manco ancora nella sommità. Con questo modo ci condurremo, lavorando sicuramente, fino in su la contrascarpa: di poi, perchè non così facilmente si potrà lavorare nella fossa, dimostreremo qui appresso con qual modo si debba con sicurezza venire dalla contrascarpa sotto la muraglia.

Sendo dunque arrivati su la fossa per condurci sotto la muraglia, il più sicuro e spedito modo sarà questo. Prima si taglierà la contrascarpa fino al piano della fossa: di poi, per poter uscir fuori di tal tagliata, si comincierà a spingere in fuora una balla di lana o vero un gran fascio di legname, e questo con prestezza si cercherà di coprire di terra; e nel medesimo modo, uscito che si sarà con questa prima balla o fascio, si uscirà con il secondo, caminando verso l’orecchione del baluardo; e con simil modo si uscirà ancora caminando verso l’angolo del baluardo; abbracciando con queste due trincee tutto quello spazio della faccia del baluardo ch’aremo in animo di voler zappare. E così, messa che sarà la prima balla, ci servirà per ricoperta nel metter la seconda; e tutto quello spazio, che resterà tra l’uno e l’altro di questi argini di balle o fascine, si anderà cavando più a fondo che si potrà, gettando il terreno sopra detto argine, alzandolo ed ingrossandolo il più che sarà possibile: perciò che questo deve esser riparo a tutte l’offese circostanti, ciò è a i tiri de i fianchi, all’impeto delle sortite, ed all’offese delle case matte; avvertendo sempre gli espugnatori, ch’in tutti que’ modi, che possono, tenghino