Pagina:Le opere di Galileo Galilei II.djvu/571

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558 difesa contro alle calunnie ed imposture

la bocca in terra. Avendo finita di trasportar la regola de gl’interessi a capo d’anno, che io pongo nel luogo detto, ed avendola esemplificata con un essempio di guadagno a ragion di 6 per 100 in 4 anni, vuol metter di suo un essempio di quanto perderiano scudi 240 a ragion di per 100 in 3 anni, e dice: Haecest conversa operatio prioris, ideo sic statues numeros: 110 remanent 100, quot remanebunt 240? Io gli domandai se questo suo era buon modo di operare; ma, essendo egli stato ormai tante volte scovato, non si assicurava più a rispondere nè sì, nè no: onde mi bisognò mostrargli, come, se nel guadagno si dice: Se 100 doventa 110, nella perdita si ha da dire: Se 100 resta 90, e non Se 110 resta 100, perchè così saria un perdere a ragion di per 110, e non di per 100. Lo domandai appresso, per qual ragione chiamava questa operazione conversa della passata, e di più qual proposizione s’intenda essere il converso di un’altra; qui bisognò rispondere di non lo sapere (e pure gli scritti di logica, che ha stampati per suoi, sono dottissimi): ed io, per non mancare al mio debito, gli dissi, che una proposizione era il converso di un’altra, quando quello che era quesito nell’una, si poneva per dato nell’altra; e che qui, trattandosi o di guadagno o di perdita, tanto nell’una quanto nell’altra questione, il quesito era il medesimo, ciò è il primo capitale affetto dall’interesse e dalla moltitudine de gli anni, e che però le due domande erano del medesimo genere, e non una la conversa dell’altra. Finalmente quelli Illustrissimi ed Eccellentissimi Signori, chiarissimi ormai della verità del fatto, e forse compassionando al tormento nel quale io ritenevo il malarrivato Capra, fecero cenno che tanto bastava; e fu non piccola ventura del Capra, la quale da molto maggiori laberinti lo liberò.

Pur tuttavia, trovandomi il libro ancora dinanzi aperto a caso a car. 36 b1 dove si vede la seguente figura posta in fine del cap. 32, nel quale insegna a trovar le proporzioni tra gli angoli d’un triangolo, domandai ancora al Capra, chiesta buona licenza a quei Signori, quanto fusser grandi gli angoli di un triangolo. Egli, che nello studio de i cinque precedenti giorni aveva ciò imparato (perchè, che egli avanti ciò non sapesse, da questa sua figura è manifesto), rispose animosamente che erano

  1. Cfr. pag. 484.