Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/297

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16 febbraio 1615 293

si danni se prima non si trova falso, se è vero che una proposizione non possa insieme esser vera ed erronea. Non mancano nella cristianità uomini intendentissimi della professione, il parer de’ quali circa la verità o falsità della dottrina non do vera esser posposto all’arbitrio di chi non è punto informato e che pur troppo chiaro si conosce essere da qualche parziale affetto alterato, sì come benissimo conoscono molti che si trovono qua in fatto, e che veggono tutti gli andamenti e son informati, almeno in parte, delle macchine e trattato.

Niccolò Copernico fu uomo non pur cattolico, ma religioso e canonico; fu chiamato a Roma sotto Leone X, quando nel concilio Lateranense si trattava l’emendazione del calendario ecclesiastico, facendosi capo a lui come a grandissimo astronomo. Restò nondimeno indecisa tal riforma per questa sola cagione, perchè la quantità de gli anni e de’ mesi de’ moti del Sole e della Luna non erano abbastanza stabiliti: onde egli, d’ordine del Vescovo Semproniense, che allora era sopraccapo di questo negozio, si messe con nuove osservazioni ed accuratissimi studii all’investigazione di tali periodi; e ne conseguì in somma tal cognizione, che non solo regolò tutti i moti de’ corpi celesti, ma si acquistò il titolo di sommo astronomo, la cui dottrina fu poi seguita da tutti, e conforme ad essa regolato ultimamente il calendario. Ridusse le sue fatiche intorno a’ corsi e costituzioni de’ corpi celesti in sei libri, li quali, a richiesta di Niccolò Scombergio, Cardinale Capuano, mandò in luce, e gli dedicò a Papa Paolo III, e da quel tempo in qua si son veduti publicamente senza scrupolo nessuno. Ora questi buoni frati, solo per un sinistro affetto contro di me, sapendo che io stimo questo autore, si vantano di dargli il premio delle sue fatiche con farlo dichiarare eretico.

Ma quello che è più degno di considerazione, la prima lor mossa contro questa oppinione fu il lasciarsi metter su da alcuni miei maligni che gliela dipinsero per opera mia propria, senza dirli che ella fosse già 70 anni fa stampata; e questo medesimo stile vanno tenendo con altre persone, nelle quali cercano d’imprimer sinistro concetto di me: e questo gli va succedendo in modo tale, che, sendo pochi

2. possa esser, R, M1 Mgb., H — possa esser vera ed erronea insieme. Non, M2 — 8. machine e trattati di questi tali, M2 — 10. Lione, G — 13. indecisa allora tal M2 — 14. mesi edi moti, G; mesi e de moti, R, M, Mgb.; mesi e dei moti, H — 15. di ordine, G — 16. sopra capo, G, M; sopracapo, R, Mgb. — 22. in 13 libri, G, R, M2, H — 23. Scobergio, G, R, M2, Mgb., H — 24. veduti e letti publicamente, M2 — 29. da certi miei, R, M2, Mgb., H —