Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/374

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
370 considerazioni

in altra stella, forse verremmo in ogni cognizione sensata e sicura, qual di lor si muova: se ben quando non guardassimo altro che questi 2 corpi, sempre parrebbe a noi che fermo stesse quello dove ci trovassimo, sì come chi non guarderà altro che l’acqua e la barca, gli parrà sempre che l’acqua corra e la barca stia ferma; (oltre la grandissima disparità che è tra una piccola barca, divisa da ogni suo ambiente, ed una spiaggia immensa, conosciuta da noi immobile per mille e mille esperienze, immobile, dico, rispetto all’acqua ed alla barca; e molto differente dal far paragone tra due corpi, ambidue per sè consistenti e disposti egualmente al moto ed alla quiete: tal che meglio quadrerebbe il far paragone di due navi tra di loro, delle quali assolutamente ci parrebbe sempre stabile quella dove fussimo noi, tutta volta che non potessimo far altra relazione che quella che cade tra esse 2 navi.

Ci è, dunque, bisogno grandissimo di corregger l’errore circa l’apparenza se la Terra o pure il Sole si muova, sendo chiaro che uno che fosse nella Luna o in qualsivoglia altro pianeta, sempre gli parrebbe di star fermo e che l’altre stelle si movessero. Ma queste e molte altre più apparenti ragioni de’ seguaci della comune...nota sono quelle che si devono snodare più che manifestissimamente, prima che pretendere pur di essere ascoltati, non che approvati; tantum abest che non sia da noi avuta minutissima considerazione di quanto ci vien prodotto contro: oltre che ne il Copernico nè i suoi seguaci si serviranno mai di questa apparenza, presa dal lito e dalla barca, per provare che la Terra stia in moto e il Sole in quiete; ma solo l’adducono per un essempio che serve non a dimostrar la verità della posizione, ma la non repugnanza tra ’l poterci parere, quanto ad una semplice apparenza del senso, la Terra stabile, e mobile il Sole, ben che realmente fusse il contrario. Che se questa fusse la dimostrazione del Copernico, o le altre sue non concludessero con maggiore in efficacia, credo veramente che nissuno gli applauderebbe.

1



  1. Il ms.: della comune sono ecc. Par certo, doversi soggiungere «opinione»