Pagina:Le opere di Galileo Galilei VII.djvu/486

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senza controversia, si muove in un mese: ricordiamoci parimente che il globo terrestre, accompagnato pur sempre dalla Luna, va per la circonferenza dell’orbe magno intorno al Sole in un anno, nel qual tempo la Luna si rivolge intorno alla Terra quasi 13 volte; dal qual rivolgimento séguita che essa Luna talor si trovi vicina al Sole, cioè quando è tra ’l Sole e la Terra, e talora assai piú lontana, che è quando la Terra riman tra la Luna e il Sole: vicina, in somma, nel tempo della sua congiunzione e novilunio; lontana, nel plenilunio ed opposizione; e la massima lontananza e la massima vicinità differiscono per quanto è grande il diametro dell’orbe lunare. Ora, se è vero che la virtú che muove la Terra e la Luna intorno al Sole si mantenga sempre del medesimo vigore; e se è vero che il medesimo mobile, mosso dalla medesima virtú, ma in cerchi diseguali, in tempi piú brevi passi archi simili de i cerchi minori; bisogna necessariamente dire che la Luna quando è in minor distanza dal Sole, cioè nel tempo della congiunzione, archi maggiori passi dell’orbe magno, che quando è in maggior lontananza, cioè nell’opposizione e plenilunio: e questa lunare inegualità convien che sia participata dalla Terra ancora. Imperocché, se noi intenderemo una linea retta prodotta dal centro del Sole per il centro del globo terrestre, e prolungata sino all’orbe lunare, questa sarà il semidiametro dell’orbe magno, nel quale la Terra, quando fusse sola, si moverebbe uniformemente; ma se nel medesimo semidiametro collocheremo un altro corpo da esser portato, ponendolo una volta tra la Terra e il Sole, ed un’altra volta oltre alla Terra in maggior lontananza dal Sole, è forza che in questo secondo caso il moto comune di amendue secondo la circonferenza dell’orbe magno, mediante la lontananza della Luna, riesca alquanto piú tardo che nell’altro caso, quando la Luna è tra la Terra e ’l Sole, cioè in minor distanza: talché in questo fatto accade giusto quel che avviene nel tempo dell’oriuolo, rappresentandoci la Luna quel piombo che s’attacca or piú lontano dal centro, per far le vibrazioni dell’asta men frequenti, ed ora piú vicino, per farle piú spesse. Di qui può esser manifesto, come il movimento annuo della Terra nell’orbe magno e sotto l’eclittica non è uniforme, e come la sua difformità deriva dalla Luna ed ha suoi periodi e restituzioni mestrue. E perché si era concluso, le alterazioni periodiche, mestrue ed annue, de i flussi e reflussi non poter derivare da altra