Pagina:Le opere di Galileo Galilei XVII.djvu/37

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38 27 febbraio — 3 marzo 1637. [3439-3440]

segno mi disse che havrebbe trattato ch’io fossi impiegato costì nello Studio di Pisa. Il mio desiderio è d’una catedra di filosofia, per legger la materia de caelo’ filosofica e matematicamente senza quella maladetta servitù d’Aristotele. So che a’ favori de’ prencipi è neccessaria la sollecitudine de’ ministri; onde quando V. S. si compiacesse di scriver due righe al Ser.mo Padrone, col ringratiarlo della buona intentione che egli m’ha dato, credo che sarebbe un rinfrescarli la memoria, acciò che il negotio sortisse. Io poi son tutto tutto suo, e qui nella patria non mi par che cosa alcuna mi sodisfaccia, mentre son privo della sua amabilissima conversatione: se piace a Dio che riesca il negotiato, per la vicinanza di Pisa mi sarà più facile il rivederla.

Col Sig.r Peri hebbi lunga commemoratione di V. S. Ill.ma, e veramente m’è riuscito quale ella me lo descrisse; ma non è meraviglia, perchè tali sono gli amici del Sig.r Galileo.

Attendo nuove del trattato delle longitudini1, e per fine affettuosamente con l’animo l’abbraccio e riverisco.

Di Genova, adì 27 di Febraro 1637.
Di V. S. molto Ill.re ed Ecc.ma
Sig.r Galileo


Dev.mo e Sincero Ser.°

D. Vincenzo Renieri.

Fuori: Al molto Ill.re et Ecc.mo Sig.r e P.ron Col.mo

Il Sig.r Galileo Galilei.

Firenze.


3440**.

PIETRO DE CARCAVY a GALILEO in Firenze.

Parigi, 3 marzo 1637.


Bibl. Naz. Fir. Mss. Gal., P. VI, T. XIII, car. 11. - Autografa.

Molto Ill.e Sig.r mio, Pad.a mio Calend.mo

Mi rallegro con V. S. che la cagione d’inviarli le propositioni promesse nella mia lettera del 28 di Febraio2 e che sono capitate hoggi nelle mie mani, mi dia commodità di confessarli ancor una volta che la sua cortesissima lettera mi ha liberato da un gran fastidio, et d’assicurarla che come seppi che quelle che io li scrissi di Tolosa eranno andate a male, n’hebbi tanto disgusto, quanto contento ricevo trattenendomi della amorevolissima memoria che ella si degna tener di me. Per corrispondenza della quale mi è parso dover man-

  1. Cfr. n.° 3432.
  2. Così l’autografo; ma la lettera a cui si riferisce è del 22 febbraio: cfr. n° 3436.