Pagina:Le pitture notabili di Bergamo.djvu/140

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maso, che gl’introduce il dito nell’aperta piaga del costato. La Tavola del Coro fu sempre tenuta in sommo pregio da’ nostri Antenati, benchè non ci abbiano tramandato il nome di chi l’ha dipinta. Viene in essa rappresentato il Salvatore risorto e comparso a Discepoli; fra i quali San Tommaso, per accertarsi del prodigioso risorgimento, va esplorando col dito lo squarcio della ferita, apertagli nel petto colla lanciata. Non si è prevaluto il Pittore di bizzarre e pellegrine invenzioni; ma ha saputo imprimere tale verità ne’ volti, e negli atteggiamenti delle Figure, che non sembran dipinte, ma che veggano e fiattinoFonte/commento: Pagina:Le pitture notabili di Bergamo.djvu/172. Dall’opposta parte v’ha dirincontro il Collegio, e la Chiesiuola delle

SS. DISMESSE.


LXX.


CH’ebbero principio nel 1619. in cui vennero da Padova, e da Vicenza, sei altre di quell’Istituto a fondarle. La Chiesetta è linda e gentile, con bell’Altare di marmi, ornato di un Quadro coll’Immacolata Concezione di mano dell’insigne Cavagna, ma alquanto pregiudicato dal tempo. Entro il Collegio nella Sala che è allato al Parlatorio, v’è appeso un Quadro di Giacomo Cotta colla Vergine e il Puttino, ambedue mossi di una maniera molto pittoresca e leggiadra; e coll’Effigie del Ven. F. Antonio Pagano di Vicenza, che le istituì, e cheFonte/commento: Pagina:Le pitture notabili di Bergamo.djvu/172 presenta un libro a Gesù Bambino, che probabilmente sarà la Regola del loro