Pagina:Le pitture notabili di Bergamo.djvu/61

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gna, entrovi un gusto, una forza, e una verità che è sorprendente. Fa vedere il Cristo in mezzo agli Appostoli, che dà le chiavi a S. Pietro. Il Battesimo di nostro Signore all’Altare che segue, è un Fresco maraviglioso di Lorenzo Lotto, uomo inarrivabile nell’esprimere gli affetti. Si vede nella faccia del Dio Padre, che se ne sta colle braccia aperte, la contentezza per quella santa Funzione; in quella del Redentore la divozione, e nel volto del Santo battezzante la riverenza, e il rispetto. Sono ancora pregievoli i bizzarri, e non volgari atteggiamenti di quegli Angioletti, che sostengono il drappo che ricigne il Dipinto. Nel contiguo Altare il S. Carlo Borromeo con più figure di maniera Tedesca è fatica di un Danese, detto Monsù Bernardo, morto nel 1687. Di esso S. Carlo, che fra questi Chiostri si scelse il soggiorno, essendo Visitatore Appostolico, vedesi nella Sagrestìa il vivo sembiante, figurato in un Quadretto mobile; e in un altro simile, la vera Effigie di S. Francesco, cavata fedelmente da un di lui Ritratto al naturale, fattogli di soppiatto in Firenze l’anno 1212. mentre trovavasi il Santo in Casa de’ Conti di Monte acuto. L’Adorazione de’ Magi alla Cappella penultima è nobilissimo lavoro di Enea Talpino sullo stile da lui sempre tenuto di Raffaello, come si può comprendere da tutto il Dipinto, ma spezialmente dalla figura della Vergine, e degli Angeli che la corteggiano. Il S. Sebastiano legato all’albero e ferito all’ultimo Altare, fu da Pietro Ronzelli dipinto l’anno 1596, ed è una delle sue più limate e finite operazioni. Il Battesimo di Cristo dipinto a fresco nel Battistero, accanto