Pagina:Le pitture notabili di Bergamo.djvu/7

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PREFAZIONE.


OGgi che la Pittura più non signoreggia in Italia, e sembra quasi che ci voglia abbandonare, ritirandosi di là dai monti; quì non si parla che de’ passati di lei trionfi, pubblicandosi colle stampe, si può dir giornalmente, notizie pittoriche, carte cavate da disegni e da Quadri, vite di Pittori, cataloghi di Pitture, affine, com’è credibile, d’indur lo spirito della Nazione a richiamarla al suo Trono, e allo splendore dei due precedenti fortunatissimi secoli. Quindi è che la Città nostra di Bergamo, che non avea finora avuto chi fra tanti de suoi Cittadini che di lei scrivessero, favellato avesse delle Pitture de’ suoi insigni Maestri, e di altri chiarissimi Artefici che ornano i di lei sacri Tempj ed altri pubblici Edifizj, gode sommamente che ai mesi passati siasi stampato in Vicenza uno Scritto di un dotto Forestiere, in cui queste con eleganza e precisione si accennano.