Pagina:Le pitture notabili di Bergamo.djvu/77

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Malgherita di Brembate Inferiore, e di quelle di Valmarina, rifabbricata in forma più grande nel 1504. e quindi rinnovata nel 1522. con disegno del Sansovino nella presente nobil maniera con cinque Altari; e ultimamente è stata tutta dipinta a quadratura e figure a fresco. I Quadri degni da essere considerati dagl’Intendenti sono, alla prima Cappella (entrando a sinistra per la Porta principale) che è di Padronato dell’antica e nobil Casa Adelasi, la Tavola dell’Altare, in cui è colorito dall’insigne Previtali S. Stefano coronato da due Angioletti, e dai lati i SS. Ambrogio, e Niccolò, Opera che non cede punto in bellezza e perfezione a quella del S. Benedetto in Duomo dello stesso Pittore. Indi l’Assunzione di M. V. all’Altar maggiore, lavorata da Gio. Batista Moroni con singolar diligenza, ma che ha ricevuto danno dall’umido. Poi la Tavola dell’ultimo Altare contiguo al Coro delle Monache, nella quale l’eminente nostro Cariani rappresentò assai vivamente, e sul gusto di Giorgione da Castelfranco suo Maestro, la Vergine seduta col Puttino in braccio, e intorno i SS. Cristoforo, Caterina V. e M. Antonio Abate, Rocco, ec. oltre a un sendente Angioletto davanti in atto grazioso di sonare la Cetra.

Sotto l’accennato Coro delle Monache, nella testata verso strada, v’ha un antico Fresco di merito colla Vergine, il Bambino, ec. ma lo macchia la giunta dell’Effigie di S. Carlo di pennello posteriore, e di poco o niun pregio. Merita osservazione anche il Chiostro che è davanti alla Chiesa, architettato dal Sansovino, e nobilmente dipinto a