Pagina:Le prose e poesie campestri....djvu/55

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le prose 39

Vos saper et solos ajo bene vivere, quorum
Conspicitur nitidis fundata pecunia villis.

Orazio ep. xv, lib. i


Nelle più colte nazioni fu sempre studio di moda quello delle cose della campagna. La Grecia diede i suoi autori Geoponici, il Lazio i suoi de re rustica, questo scrittori d’Egloghe, d’Idillj quella; e tali scritti dettati erano in gran parte dall’amore del ritiro campestre. Quanti avanzi di antiche delizie nel distretto Romano, che sono ancora delizie agli occhi de’ curiosi e degl’intendenti! Chi non ricerca a Tivoli le ville di Adriano, di Mecenate, di Manlio Vopisco, che verdeggia ancora, quasi direi, ne’ versi di Stazio: quelle di Munazio Planco, di Sallustio Crispo, di Cajo Cassio, di Quintilio Varo, di Marco Lepido e di quella Cintia, che dee l’immortalità del nome ai versi del suo Properzio, forse non men cal-