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Pagina:Le rime di M. Francesco Petrarca I.djvu/21

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ferita di sopra: Laura propriis virtutibus illustris &c. dicendo che ebbe la nuova in Italia, ed a Verona, ove a quel tempo per caso si ritrovava: e fu sepolta, come in detta Epistola scrive, alla Chiesa de’ Frati Minori in Avignone. E così in effetto si ritrovò gli anni passati al tempo di Papa Clemente VII. aprendosi a caso quell’arca, nè sapendosi di chi fosse; nella quale tra quell’ossa trovarono una cassetta di piombo con un Sonetto dentro scritto in cartapecora, che diceva così: Qui giacciono quelle caste ec. E fu composto da qualche giovane di quel tempo, che lo volle con essa seppellire per la fama grande ch’aveva; ed io l’ho veduto nella sagrestia de’ detti frati in Avignone. E senza questo, M. Benvenuto da Imola, che fu ai tempi del Petrarca, e comentò le sue Egloghe, lo dice chiaramente nell’Egloga XI. sopra quei versi: qua nodosis impexa capistris Colla boum &c. Di che ho fatto ricordo, perchè si sappia certo, ove morì, e fu sepolta Madonna Laura, acciocch’altri non s’immagini riporla in Lilla, o Cavaglione, com’hanno fatto alcuni.

Stette il detto anno del 481 ed il seguente il Petrarca in Lombardia fino alla morte ✝ del predetto Sig. Giacomo, che seguì del 49 per dispiacere della quale si partì da Padova, e d’Italia, ancorachè dal Signor Francesco, figliuol, ed erede del morto, fosse cortesemente invitato a restar seco; e tornossi a Valchiusa.

Ma già non solo Madonna Laura, ma anco

il

  1. Nell’Ep. alla posterità. L’Elogio sepolcrale ad esso fatto dal Petrarca si trova posto avanti le Rime.