Pagina:Le sfere omocentriche.djvu/15

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N.° IX. le sfere omocentriche, ecc. 3


Bailly, venendo a parlare del sistema delle sfere omocentriche di Eudosso, lo chiama a dirittura assurdo1. Se assurda deve chiamarsi ogni ipotesi che non concorda intieramente colla verità, si può dire che tutta l’astronomia fu una scienza assurda fino a Keplero. Bailly però scusa Eudosso, considerando lo stato rudimentare dell’astronomia di quei tempi, e gli attribuisce anzi un merito, quello di avere, colle sue assurdità, mostrata la necessità di ricorrere ad altre ipotesi. Ma invano si cercherebbe’ presso Bailly un’idea alquanto chiara e precisa del sistema di Eudosso.
Montucla2 non ha inteso questo sistema meglio di Bailly, e la spiegazione che pretende di darne è intieramente illusoria. Questo non gl’impedisce di mostrarsi anche assai più severo di Bailly, e di uscir fuori in queste parole: «On attribue à Eudoxe une sorte d’hypothèse physico-astronomique, qui répond mal à cette grande réputation qu’il eut chez les anciens... Une hypothèse aussi absurde et aussi peu conforme aux phénoménes célestes ne méritoit, ce me semble, que d’ètre rejetée avec mépris par les mathématiciens judicieux: mais telle étoit alors la foiblesse de l’astronomie physique, qu’elle ne laissa pas de trouver des approbateurs et même de mérite. Aristote se prit d’une belle passion pour elle, de même que Calippe et un certain Polémarque. Ils y convinrent de quelques corrections, qui la rendaient encore plus ridicule» etc. Sul medesimo tono rendono conto delle ipotesi d’Eudosso altri abbreviatori del Montucla e del Bailly, e l’ultimo storico dell’astronomia, Ferdinando Hoefer3: «Le système (des sphères) d’Eudoxe fut aussitôt accueilli avec enthousiasme dans toute la Grèce, peut-ệtre parce qu’il était plus absurde que les autres...On en porta successivement le nombre jusqu’à cinquante-six, pour arriver à les abandonner toutes, comme indignes de la science...»
Nella grande storia di Delambre, in cui l’astronomia antica da sé sola occupa non meno di 1270 pagine in-4.°, non mi è riuscito di trovare una parola con cui l’autore faccia menzione delle sfere d’Eudosso. Delambre ha letto e fatto estratti del commentario di Simplicio sui libri de Cœlo, e rende conto di questa sua operazione nelle pagine 301-310 del primo volume; ma sul passo così notabile di quel commento, che è la fonte principale delle nostre notizie sul sistema d’Eudosso, non trovo il minimo cenno. Forse gli sfuggì, o forse non volle annojare il lettore con l’esposizione di cose estranee alla scuola d’Alessandria, fuori della quale per lui non v’è storia dell’astronomia. Una specie d’allusione al sistema d’Eudosso sembra però si possa vedere nel seguente passo del Discorso preliminare4:

  Platon conseilla aux astronomes de chercher l’explication des mouvements célestes dans la combinaison de différents cercles: ils suivent ce conseil, et faute d’idées assez précises et de bonnes observations, ils-multiplient les cercles outre mesure et sans aucun succès». Se Delambre ha inteso di parlar qui delle sfere d’Eudosso (dovute, come si vedrà, all’iniziativa di Platone), convien credere che egli riguardasse tal sistema come un primo grossolano abbozzo della teoria degli epicicli. Ma è certissimo non esservi fra gli epicicli e le sfere omocentriche alcuna specie d’analogia. Questa confusione di cose così disparate si trova anche presso altri scrittori, per esempio presso Whewell, il quale nella sua Storia delle scienze induttive ha dato qualche cenno delle sfere d’Eudosso, e non sembra distinguerle dagli epicicli, la cui


  1. Bailly, Histoire de l’Astronomie ancienne, p. 242.
  2. Montucla, Hist. des Math: 2.a ed. I vol. p. 182-183.
  3. Hoefer, Histoire de l’Astronomie.Paris, 1873, p. 136.
  4. Delambre, Astr. anc. vol. I, pag. X.

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