Pagina:Leonardo prosatore.djvu/160

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che quelli che sono fatti da lui, dicendo quelli parere spiritati e maestri di moresche.

Vero è che si debbe osservare il decoro, cioè che li movimenti sieno annunziatori del moto de l’animo del motore1, cioè se s’ha a figurare uno ch’abbia a dimostrare una timorosa riverenzia, ch’ella non sia fatta con tale audacia e prosonzione, che tal effetto paia disperazione, o che faccia un comandamento...., come io vidi a questi giorni un angelo, che pareva nel suo annunziare che volessi cacciare la Nostra Donna della sua camera, con movimenti che dimostravano tanta d’ingiuria quanto far si potessi a un vilissimo nimico, e la Nostra Donna pareva che si volesse, come disperata, gittarsi giù d’una finestra. Sì che siati a memoria di no cader in tali difetti.


Quello no fia universale, che non ama equalmente tutte le cose che si contengono nella Pittura; come se uno no li piace li paesi, esso stima quelli esser cosa di brieve e semplice investigazione, come disse il nostro Boticella2, che tale studio era vano, perchè col solo gittare d’una spunga piena di diversi colori in un muro esso lasciava in esso muro una macchia, dove si vedeva un bel paese. Egli è ben vero che in tale macchia si vedono varie invenzioni, dico, che l’om vole cercare in quella, cioè

  1. Gli atteggiamenti esprimano il sentimento del personaggio rappresentato.
  2. Il famoso Sandro Filipepi detto il Botticelli.