Pagina:Leonardo prosatore.djvu/281

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search



FAVOLE


Il torrente. — Il torrente portò tanto di terra e pietre nel suo letto, che fu costretto a mutar sito.


La carta e l’inchiostro. — Vedendosi la carta tutta macchiata dalla oscura negrezza dell’inchiostro, di quello si duole; il quale mostra a essa che per le parole, che sono sopra lei composte, essere cagione della conservazione di quella.


L’acqua. — Trovandosi l’acqua nel superbo mare, suo elemento, le venne voglia di montare sopra l’aria, e, confortata dal foco elemento, elevatasi in sottile vapore, quasi parea della sottigliezza dell’aria. Montata in alto, giunse infra l’aria più sottile e fredda, dove fu abbandonata dal foco; e i piccoli granicoli, sendo restretti, già s’uniscono e fannosi pesanti, ove, cadendo, la superbia si converte in fuga. E cade dal cielo; onde poi fu bevuta dalla secca terra, dove,