Pagina:Leopardi, Giacomo – Canti, 1938 – BEIC 1857225.djvu/103

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XXVI IL PENSIERO DOMINANTE Dolcissimo, possente dominator di mia profonda mente; terribile, ma caro dono del ciel ; consorte ai lùgubri miei giorni, pensier che innanzi a me si spesso torni. Di tua natura arcana chi non favella? il suo poter fra noi chi non senti? Pur sempre che in dir gli effetti suoi le umane lingue il sentir propio sprona, par novo ad ascoltar ciò ch’ei ragiona. Come solinga è fatta la mente mia d’allora che tu quivi prendesti a far dimora ! Ratto d’intorno intorno al par del lampo gli altri pensieri miei tutti si dileguàr. Siccome torre in solitario campo, tu stai solo, gigante, in mezzo a lei. Leopardi, Opere-1.