Pagina:Leopardi, Giacomo – Canti, 1938 – BEIC 1857225.djvu/120

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U4 CANTI desiar de’ suoi cari il giorno estremo, per dover egli scemo rimaner di se stesso, veder d’in su la soglia levar via 90 la diletta persona con chi passato avrà molt’anni insieme, e dire a quella addio senz’altra speme di riscontrarla ancora per la mondana via; 95 poi solitario abbandonato in terra, guardando attorno, all’ore ai lochi usati ri memorar la scorsa compagnia? Come, ahi come, o natura, il cor ti soffre di strappar dalle braccia 100 all’amico l’amico, al fratello il fratello, la prole al genitore, all’amante l’amore: e l’uno estinto, l’altro in vita serbar? Come potesti 105 far necessario in noi tanto dolor, che sopravviva amando al mortale il mortai? Ma da natura altro negli atti suoi che nostro male o nostro ben si cura.